La Newsletter dell' nel Parco Nazionale d'Abruzzo - [N. 01 - 2007]

Campagna "Save the marsican bear".

Lupo: dagli Appennini alle Alpi. Storia di un viaggio difficile.
Un caldo da record e qualche orso se ne va a spasso.
 

Campagna "Save the marsican bear" in difesa dell'orso bruno marsicano: consegnate i dispositivi di prevenzione per i danni da orso agli allevatori del Parco.

 

Cari amici,
quando alla capacità di sognare, progettare ed immaginare si unisce la concretezza, attraverso un impegno intenso e costante si ottengono dei grandi risultati. Proprio questo è accaduto per la campagna "Save the marsican bear" in difesa dell'Orso bruno marsicano. Siamo stati di parola e nel corso di una cerimonia tenutasi presso la sala audiovisivi del Centro recuperi della fauna selvatica di Pescasseroli abbiamo consegnato a tre allevatori ed apicoltori del Parco gli attestati per il ritiro dei dispositivi per la prevenzione dei danni da orso. Un grazie particolare va a tutto il Parco che si è speso assieme a noi per l'organizzazione dell'evento e al Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Università la Sapienza di Roma che per mezzo della Dott.ssa Elisabetta Tosoni e della Dott.ssa Roberta Latini (biologa del Parco) ci hanno aggiornati sullo stato degli orsi in questo territorio. Vi ricordo che la Campagna non si esaurisce, anzi va avanti e per il prossimo anno speriamo di raccogliere altri soldi utili per la salvaguardia dell'orso. Vi ricordo, inoltre, che il sondaggio per scegliere il nome del prossimo orso che verrà studiato è attualmente in corso sul nostro sito. Sembra che l'orso nell'immaginario collettivo sia "maschio", infatti il nome più votato è "Cesidio", seguito da "Ettore", mentre le femminucce "Francesca" e "Giulia" sono meno gettonate. E pensare che fra tutti gli orsi muniti di radiocollare solo uno è maschio, mentre tutte le altre fanno parte del gentil sesso.

 

Cesidio Pandolfi

 
Lupo: dagli Appennini alle Alpi. Storia di un viaggio difficile.
 

Gli ultimi mesi del 2006 hanno visto l'inasprirsi di una crudele ed ingiustificata "caccia al lupo" nel territorio alpino, in modo particolare in Svizzera, dove in autunno sono stati abbattuti almeno due lupi entrambi nel territorio del Valdese. L'abbattimento è avvenuto in conformità ad un inadeguato "Progetto Lupo Svizzera" che presenta anomalie e stranezze. La più grave è senza dubbio l'autorizzazione ad abbattere un lupo se esso è accusato di aver predato 25 pecore in un mese o 35 in quattro mesi. La nostra lunga esperienza e la quotidiana condivisione degli spazi con questo meraviglioso predatore ci insegna che coesistere è possibile e senza spargimento di sangue. Vorrei chiedere alle autorità svizzere, che hanno anche richiesto un ulteriore inasprimento dell'abbattimento fortunatamente negato dall'Unione Europea, come si fa a stabilire che "proprio quel lupo" è responsabile della predazione di almeno 25 pecore? Questo anomalo metro di valutazione sembra solo un pretesto per legalizzare la caccia al lupo, protetto sin dal 1979 grazie alla "Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa" firmata proprio a Berna. Questi episodi preoccupano alla luce di fatti simili accaduti in Francia e ricordando anche l'abbattimento di Bruno, l'orso ammazzato vari mesi fa in Germania e di cui l'Econews si è già occupata. Il lavoro degli ultimi trent'anni, che ha reso possibile la sopravvivenza e la diffusione del lupo in tutta Italia, fino a ricolonizzare parte dell'arco alpino, potrebbe andare in fumo se le autorità svizzere non cambieranno atteggiamento.

Vi invitiamo a partecipare all'escursione "Sulle tracce del lupo" che si terrà ogni sabato sera nei mesi di febbraio e marzo. E' l'occasione per conoscere più da vicino il lupo ed imparare a non temerlo. Per ulteriori informazioni consultate il nostro sito internet.

 

Paolo Iannicca

 
Un caldo da record e qualche orso se ne va a spasso.
 

Un caldo da togliere il sonno. Questo deve aver pensato l'orso che un paio di giorni fa è stato avvistato dalle parti di Val Fondillo, mentre gironzolava tranquillo fra prati e boschi. Il caldo, potrebbe aver modificato il comportamento di qualche orso che, invece di starsene in letargo, ancora vaga fra i monti del Parco. Ma una rondine non fa primavera, dunque le conseguenze del caldo record sulla vita dell'orso sono difficilmente dimostrabili e attualmente oggetto di studio. Dunque, per qualche orso che è stato avvistato ce ne sono molti altri che si godono il meritato riposo. Inoltre, l'orso non cade in un sonno profondo, ma in uno stato di dormiveglia chiamato ibernazione e a volte capita che durante l'inverno facciano quattro passi fuori dalla tana o che addirittura ne cerchino una più confortevole.

 

Domenico Boccia

 
Escursioni invernali ( da gennaio a mrazo)
Week-end con le racchette da neve
Week-end con gli sci da fondo
Ciaspolata (24 marzo)
Pasqua da Lupi
 

Ricevi questa e-mail perché iscritto alla Econews. In qualsiasi momento puoi esercitare i diritti previsti dall'articolo 13 della legge 675/96 e richiedere la cancellazione all'indirizzo internet http://www.ecotur.org.

 

Ciaspolata: il 24 marzo come ogni hanno si terrà la festa delle racchette da neve. Festeggeremo la fine dell'inverno che stenta ad iniziare ma anche nel 1956, una delle annate più nevose del secolo scorso, la neve cadde a febbraio. Dunque non disperate e iscrivetevi per la ciaspolata. Per maggiori informazioni consultate il nostro sito www.ecotur.org.

 

La cerimonia tenutasi presso il Centro Natura Pescasseroli.

 
Abbiamo raccolto € 1.500 grazie al vostro contributo...