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Campagna "Save
the marsican bear". |
| Lupo: dagli Appennini alle
Alpi. Storia di un viaggio difficile. |
| Un caldo da record e
qualche orso se ne va a spasso. |
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Campagna "Save
the marsican bear" in difesa dell'orso bruno
marsicano: consegnate i dispositivi di
prevenzione per i danni da orso agli allevatori
del Parco. |
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Cari amici,
quando alla capacità di sognare, progettare ed
immaginare si unisce la concretezza, attraverso
un impegno intenso e costante si ottengono dei
grandi risultati. Proprio questo è accaduto per
la campagna "Save the marsican bear" in difesa
dell'Orso bruno marsicano. Siamo stati di parola
e nel corso di una cerimonia tenutasi presso la
sala audiovisivi del Centro recuperi della fauna
selvatica di Pescasseroli abbiamo consegnato a
tre allevatori ed apicoltori del Parco gli
attestati per il ritiro dei dispositivi per la
prevenzione dei danni da orso. Un grazie
particolare va a tutto il Parco che si è speso
assieme a noi per l'organizzazione dell'evento e
al Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo
dell'Università la Sapienza di Roma che per
mezzo della Dott.ssa Elisabetta Tosoni e della
Dott.ssa Roberta Latini (biologa del Parco) ci
hanno aggiornati sullo stato degli orsi in
questo territorio. Vi ricordo che la Campagna
non si esaurisce, anzi va avanti e per il
prossimo anno speriamo di raccogliere altri
soldi utili per la salvaguardia dell'orso. Vi
ricordo, inoltre, che il sondaggio per scegliere
il nome del prossimo orso che verrà studiato è
attualmente in corso sul nostro sito. Sembra che
l'orso nell'immaginario collettivo sia
"maschio", infatti il nome più votato è
"Cesidio", seguito da "Ettore", mentre le
femminucce "Francesca" e "Giulia" sono meno
gettonate. E pensare che fra tutti gli orsi
muniti di radiocollare solo uno è maschio,
mentre tutte le altre fanno parte del gentil
sesso. |
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Cesidio Pandolfi |
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| Lupo:
dagli Appennini alle Alpi. Storia di un viaggio
difficile. |
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Gli ultimi mesi del 2006 hanno
visto l'inasprirsi di una crudele ed
ingiustificata "caccia al lupo" nel territorio
alpino, in modo particolare in Svizzera, dove in
autunno sono stati abbattuti almeno due lupi
entrambi nel territorio del Valdese.
L'abbattimento è avvenuto in conformità ad un
inadeguato "Progetto Lupo Svizzera" che presenta
anomalie e stranezze. La più grave è senza
dubbio l'autorizzazione ad abbattere un lupo se
esso è accusato di aver predato 25 pecore in un
mese o 35 in quattro mesi. La nostra lunga
esperienza e la quotidiana condivisione degli
spazi con questo meraviglioso predatore ci
insegna che coesistere è possibile e senza
spargimento di sangue. Vorrei chiedere alle
autorità svizzere, che hanno anche richiesto un
ulteriore inasprimento dell'abbattimento
fortunatamente negato dall'Unione Europea, come
si fa a stabilire che "proprio quel lupo" è
responsabile della predazione di almeno 25
pecore? Questo anomalo metro di valutazione
sembra solo un pretesto per legalizzare la
caccia al lupo, protetto sin dal 1979 grazie
alla "Convenzione per la conservazione della
vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa"
firmata proprio a Berna. Questi episodi
preoccupano alla luce di fatti simili accaduti
in Francia e ricordando anche l'abbattimento di
Bruno, l'orso ammazzato vari mesi fa in Germania
e di cui l'Econews si è già occupata. Il lavoro
degli ultimi trent'anni, che ha reso possibile
la sopravvivenza e la diffusione del lupo in
tutta Italia, fino a ricolonizzare parte
dell'arco alpino, potrebbe andare in fumo se le
autorità svizzere non cambieranno atteggiamento.
Vi invitiamo a partecipare
all'escursione
"Sulle tracce del lupo" che si terrà
ogni sabato sera nei mesi di febbraio e marzo.
E' l'occasione per conoscere più da vicino il
lupo ed imparare a non temerlo. Per ulteriori
informazioni consultate il nostro sito internet. |
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Paolo Iannicca |
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| Un
caldo da record e qualche orso se ne va a
spasso. |
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Un caldo da
togliere il sonno. Questo deve aver pensato
l'orso che un paio di giorni fa è stato
avvistato dalle parti di Val Fondillo, mentre
gironzolava tranquillo fra prati e boschi. Il
caldo, potrebbe aver modificato il comportamento
di qualche orso che, invece di starsene in
letargo, ancora vaga fra i monti del Parco. Ma
una rondine non fa primavera, dunque le
conseguenze del caldo record sulla vita
dell'orso sono difficilmente dimostrabili e
attualmente oggetto di studio. Dunque, per
qualche orso che è stato avvistato ce ne sono
molti altri che si godono il meritato riposo.
Inoltre, l'orso non cade in un sonno profondo,
ma in uno stato di dormiveglia chiamato
ibernazione e a volte capita che durante
l'inverno facciano quattro passi fuori dalla
tana o che addirittura ne cerchino una più
confortevole. |
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Domenico Boccia |
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Escursioni invernali ( da gennaio
a mrazo)
Week-end con le racchette da neve
Week-end con gli sci da fondo
Ciaspolata (24 marzo)
Pasqua da Lupi |
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Ricevi questa
e-mail perché iscritto alla Econews. In
qualsiasi momento puoi esercitare i diritti
previsti dall'articolo 13 della legge 675/96 e
richiedere la cancellazione all'indirizzo
internet
http://www.ecotur.org. |
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Ciaspolata: il 24 marzo come
ogni hanno si terrà la festa delle
racchette da neve. Festeggeremo la
fine dell'inverno che stenta ad
iniziare ma anche nel 1956, una
delle annate più nevose del secolo
scorso, la neve cadde a febbraio.
Dunque non disperate e iscrivetevi
per la ciaspolata. Per maggiori
informazioni consultate il nostro
sito
www.ecotur.org. |
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La cerimonia
tenutasi presso il Centro Natura Pescasseroli. |
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Abbiamo raccolto € 1.500 grazie
al vostro contributo... |
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