Orso bruno marsicano
Carta di identità

Nome

Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus)

Età

In natura può vivere circa 20 anni.

Habitat

Le foreste di faggio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e zone limitrofe. In funzione delle sue necessità alimentari compie ampi spostamenti, dalle radure di alta quota nei periodi estivi, fino alle più calde zone di fondovalle.

Peso

Varia notevolmente nel corso delle stagioni ed in funzione del sesso. Infatti i maschi sono generalmente molto più grandi delle femmine e possono raggiungere un peso che nel periodo autunnale può superare i 230Kg. Le femmine invece superano raramente i 140 Kg.

Altezza

I maschi più grandi quando assumono la posizione eretta (in caso di allarme, per magiare dai rami di un albero, etc…) possono superare i 2 metri di altezza. Le femmine sono notevolmente più piccole.

Alimentazione

Anche se l’orso viene definito un onnivoro, la sua alimentazione è costituita in gran parte da vegetali (erba, frutta, bacche, etc…). La sua bacca preferita è sicuramente il ramno (ramnus alpina), che matura in tarda estate sulle montagne del Parco e di cui fa grandi scorpacciate. Completano la sua alimentazione gli insetti, il miele e la carne. L’Orso bruno marsicano non può essere classificato come un predatore puro perché in genere si nutre di carcasse e solo in rari casi si avventura in predazioni di animali selvatici. Diverso è il discorso per gli animali domestici (pecore, galline, etc…) che qualche volta cadono vittima degli artigli del plantigrado.

Riproduzione e cure parentali

Il periodo degli amori cade in tarda primavera (maggio-giugno). In questo periodo la femmina è corteggiata e si accoppia con vari maschi, tanto che la cucciolata che ne scaturirà potrà avere padri diversi. In questo periodo i maschi seguono la femmina per varie settimane, cercando di prevalere sul rivale ed accattivarsi le simpatie dell’orsa. I cuccioli (da uno a tre) nascono nel periodo invernale, durante il letargo, e il loro peso non supererà i 500 g. Essi, in genere, restano con la madre per circa un anno e mezzo e durante questo periodo la madre li alleverà con particolare cura e attenzione.

Segni di presenza

Tracce (orma anteriore visibilmente differente dall’orma posteriore), escrementi (cambiano di forma e colore in base a ciò che l’orso ingerisce), sassi rovesciati (per cercare insetti), peli e graffi.

Stima della popolazione

Nel Parco e nelle zone limitrofe si stima una popolazione di circa 40-60 orsi. Con circa 10-12 femmine in età riproduttiva.

Curiosità

Letargo: si tratta di un dormi veglia che riguarda l’orso nei periodi invernali, consentendogli di risparmiare molte energie. Il battito cardiaco si riduce sensibilmente, la temperatura corporea scende di qualche grado, ma quello che stupisce di più è che l’orso in primavera è in grado di alzarsi e riprendere immediatamente i suoi giri, nonostante i 3-5 mesi di inattività dovuta al letargo.

Diapausa: riguarda la riproduzione dell’orso. L’ovulo, fecondato nella tarda primavera non si sviluppa subito, ma la vera e propria gestazione inizia solo a fine estate, quando le risorse alimentari sono più abbondanti e la madre può portare avanti la gravidanza con maggior facilità. La gestazione vera e propria dura solo pochi mesi, per questo i cuccioli appena nati non superano i 500g.

Iperfagia: la tendenza dell’orso a mangiare molto in estate ed autunno per accumulare i grassi utili a superare il periodo invernale.

Consigli per l’osservazione

L’orso dal carattere elusivo e solitario non ama essere disturbato, quindi nel tentare un’osservazione consigliamo sempre di affidarvi a professionisti. Non di certo per il suo carattere, che è mite e tranquillo, ma soltanto per non disturbarlo e poterne apprezzare a pieno il valore. I periodi migliori per le osservazioni sono la primavera, dove è possibile scorgerlo al pascolo nelle radure di bassa quota e in tarda estate, mentre si ciba delle sue bacche preferite. Raccomandiamo di eseguire sempre le osservazioni ad una congrua distanza, magari con l’aiuto di binocoli e cannocchiali ed inoltre consigliamo di non “profumarsi” troppo perché l’orso è dotato di un olfatto particolarmente sviluppato.

Impronte "digitali"

Escursioni dedicate all’orso